1.1 teratonellate
L'opera fonde realtà e virtualità superando la semplice proiezione e strutturandosi su cinque livelli di interazione.
Il pubblico attraversa un'area fisica fatta di detriti che dialoga con il luogo immateriale e digitale della simulazione generata in tempo reale; il suono agisce come sottile area di contatto tra l'opera e il resto del mondo, innescando un'azione performativa che esplora il contesto etico e sociale legato all'impatto materiale della nostra epoca.
Il pubblico attraversa un'area fisica fatta di detriti che dialoga con il luogo immateriale e digitale della simulazione generata in tempo reale; il suono agisce come sottile area di contatto tra l'opera e il resto del mondo, innescando un'azione performativa che esplora il contesto etico e sociale legato all'impatto materiale della nostra epoca.
La massa complessiva degli oggetti artificiali prodotti dall’uomo, la massa antropogenica (tecnosfera), ha superato la massa complessiva degli esseri viventi sulla Terra, cioè la biomassa. Il visitatore attraversa un corridoio in penombra disseminato di reperti, scarti e altri materiali prodotti dall’uomo, producendo inevitabilmente rumori. Questo inquinamento acustico reale viene captato dal sistema digitale e costringe l’esploratore, proiettato a parete (in scala 1:1), a muoversi inquieto tra detriti, rifiuti e tecno fossili, fino a girarsi di scatto per puntare la torcia accecante direttamente verso lo spettatore, abbattendo la quarta parete.
Il progetto spinge il pubblico a una presa di coscienza: solo rinunciando al proprio rumore in favore di un silenzio assoluto, riflessivo, partecipativo e consapevole, il ricercatore virtuale potrà riprendere la sua indagine, accovacciandosi per studiare le rovine del nostro presente.
1.1 teratonnellate: il peso del silenzio - #2026, Multimedia Visual Design. Immersive, interactive, and relational installation
EXHIBITION
Open Backrooms - 26 maggio 2026 | Accademia di Belle Arti di Carrara